Gestione social media aziendali

Social
14 Mag 2026
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L’esigenza di avere una pagina aziendale su uno o più social media è ormai chiara alla maggior parte delle imprese. L’uso dei social può essere orientato a diversi obiettivi, a seconda del settore, del social e del target di riferimento. 

L’impostazione di una o più pagine di social media aziendali va misurata su una strategia precisa, che deve stare a monte e non è prescindibile. Il rischio è di avere uno strumento spuntato, che non mostra coerenza, non parla al cliente e non rappresenta adeguatamente la tua azienda e il tuo lavoro. 

La gestione dei social aziendali non è pertanto solo una questione di piano editoriale annuale. Si tratta di un lavoro più profondo, che parte dall’identità dell’azienda, il pilastro di una strategia di comunicazione adeguata. 

Vediamo come creare e gestire sia dal punto di vista delle connessioni, sia dal punto di vista dei contenuti e della visibilità, una pagina aziendale sul social business per eccellenza: LinkedIn. 

Creare pagina aziendale LinkedIn

LinkedIn è da molti considerato un social professionale, ma esclusivamente orientato al personal branding dei professionisti. Le pagine aziendali sono tendenzialmente trascurate. Questo perché il social risente ancora di un pregiudizio, che è quello di essere una forma di curriculum attivo, e quindi destinato più alla mostra delle competenze personali che all’azienda. 

Questo è senz’altro vero in buona parte. Ciò però non esclude che la pagina aziendale sul social sia assolutamente un valido punto di contatto con potenziali clienti (specialmente B2B, ma non solo) e collaboratori. 

Perché avere una pagina aziendale su LinkedIn

Le motivazioni per cui ti conviene pensarci sono essenzialmente tre:

  1. brand awareness all’indirizzo di potenziali clienti della tua azienda
  2. networking con collaboratori e, perché no, anche con concorrenti
  3. pool di talenti per eventuali posizioni aperte da assegnare.

I tre obiettivi non sono mutualmente esclusivi, necessitano però di una certa costanza nella pianificazione e gestione dei contenuti. 

Le sezioni del profilo aziendale

Se non hai familiarità con il social, può essere utile sapere che la pagina aziendale è strutturata in diverse sezioni. 

Le più importanti sono: 

  • slogan
  • informazioni 
  • in primo piano. 

Sotto il nome c’è uno spazio di 120 caratteri in cui inserire il tuo payoff o uno slogan. In questa sezione è fondamentale che tu descriva in modo chiaro ed inequivocabile cosa fai. Considerala come il titolo di un articolo; se non catturi l’attenzione, hai scarse possibilità che l’utente vada oltre.

Le informazioni sono la parte più corposa, dove metterai il tuo sito, una descrizione di 2000 caratteri (che ti consigliamo di usare bene), il settore, i servizi, il numero di dipendenti, i contatti e le competenze.

La sezione “in primo piano” invece ti permette di decidere cosa far vedere immediatamente al visitatore. Può essere popolata con una newsletter, un post particolarmente interessante o un articolo. 

Cosa rischi se non hai una pagina ottimizzata? 

Se il tuo profilo personale è curato, pubblichi regolarmente contenuti che possono essere rilevanti per il tuo pubblico, per quale motivo la tua pagina aziendale non dovrebbe essere lo stesso? 

Avere un profilo personale che lavora e quello aziendale invece presente ma fermo è un rischio prevalentemente di immagine. Le persone vanno a vedere il profilo aziendale aspettandosi dei contenuti diversi da quelli che pubblichi sul tuo personale, ma comunque aspettandosi dei contenuti. 

Se arrivano sulla tua pagina e non trovano niente, l’idea che viene comunicata è di scarsa cura dei dettagli e sciatteria. 

Ma non è solo questo. I profili LinkedIn sono indicizzati sia da Google sia dal motore di ricerca interno del social. Non avere una pagina ottimizzata comporta pertanto un rischio di mancata visibilità. 

Approfondisci qui:

Gestire i social media con piano editoriale annuale.

Che tipo di contenuti pubblicare sulla pagina aziendale? 

A questo punto vale la pena parlare un po’ di cosa e come pubblicare sulla pagina aziendale. La premessa fondamentale è il lavoro a monte a cui abbiamo accennato in precedenza. 

Pubblicare contenuti a caso oltre a non portare risultati di nessun tipo, rischia anzi di farti percepire come poco professionale. Per evitare di cadere in questa trappola è necessaria una precisa strategia comunicativa e un piano editoriale conseguente che si basino sulla tua identità. 

Individuare la strategia comunicativa partendo dall’identità 

Per identità intendiamo gli elementi distintivi della tua azienda e del tuo lavoro, quindi la cosiddetta USP (unique selling proposition o proposta unica di vendita). Ma fanno parte dei tuoi elementi differenzianti anche i tuoi clienti, che avranno necessariamente alcuni caratteristiche ricorrenti. 

La tua identità dovrebbe essere condensata in una serie di documenti che descrivono per esempio il tuo tono di voce. In questo caso si tratta di una lista di parole ed espressioni ricorrenti in aggiunta ad una precisa descrizione di come vuoi comunicare, se in modo informale, ironico, istituzionale etc. 

Piccola nota: il tuo tono di voce, idealmente, è un mix perfetto di come ti esprimi tu e come parla il tuo cliente. Se le due voci si incontrano, le possibilità di conversione aumentano. 

Altri elementi della tua identità sono ovviamente legati al prodotto o servizio che offri, la tua storia, la tua mission aziendale, i tuoi valori. 

La tua comunicazione deve essere il più possibile aderente a quanto sopra. La strategia con cui decidi cosa, quando e quanto pubblicare anche. 

Cosa scrivere su LinkedIn? 

Hai ottimizzato la pagina, hai una strategia comunicativa (che comprende LinkedIn, ma non solo) è ora il momento di buttare giù i contenuti. 

Nel mondo del marketing si è sentito spesso dire, da molti anni, che “content is king”. Ci permettiamo di modificare parzialmente questa frase con “strategic content is king”. 

La strategia serve infatti proprio per informare il tipo di contenuto da pubblicare, il che comporta un’alta variabilità a seconda dell’azienda. 

In generale però i temi a cui ispirare i tuoi post possono venire da: 

  • descrizione del tuo lavoro, dei processi, di come nasce un prodotto o servizio
  • attività quotidiane ed eventi speciali
  • storie personali dei collaboratori
  • notizie ed attualità del settore commentate con idee originali che esprimano il punto di vista aziendale 
  • storie di successo aziendali o di tuoi clienti grazie a te 

Un consiglio: celebrare i successi aziendali è sacrosanto, ma cerca di non sfociare nell’autoreferenzialità e nell’egocentrismo. 

Cosa evitare 

Ci sono alcuni contenuti che sono da evitare, a meno che non sia strettamente necessario per la strategia individuata. 

Tra questi: 

  • critica diretta ai concorrenti 
  • lamentele senza un preciso scopo (più adatte ad un profilo personale)
  • post politici con prese di posizione chiare (come sopra)
  • post totalmente scritti da AI, senza alcuna personalità e con la struttura sempre uguale 
  • in generale post che non abbiano alcuna rilevanza per il target 

Il rischio, anche in questo caso, è di apparire poco professionali. L’azienda non è una persona, seppur fatta di persone, per cui è meglio non far diventare il profilo aziendale su LinkedIn un canale di sfogo. 

Approfondisci qui:

Gestire i social media con piano editoriale annuale.

Aumentare follower della pagina aziendale LinkedIn

I follower sono ovviamente fondamentali perché i tuoi contenuti aziendali raggiungano le persone. Non serve a nulla urlare in un deserto, giusto? 

Ci sono essenzialmente due modi per aumentare i follower della pagina:

  • outreach diretto 
  • organico.

Come detto prima LinkedIn ha anche un motore di ricerca interno con filtri specifici. Il nostro consiglio è quello di ricercare professionisti che possano essere collegati al tuo settore, sia come fornitori, sia come collaboratori, e mandare una richiesta diretta di contatto. 

Il lavoro in questo caso è ottimizzato, se oltre alla richiesta, mandi anche un brevissimo messaggio. Questo è un passaggio abbastanza delicato. Il rischio di risultare affettati è alto. 

Un messaggio realmente personalizzato può fare la differenza, ma comporta un lavoro aggiuntivo che costa tempo. Dovresti visitare il profilo della persona, leggerne la bio e alcuni post e farvi riferimento in due righe di messaggio di presentazione. 

Se non puoi fare questo, piuttosto di un messaggio copia e incolla, è meglio una richiesta senza nessuna nota. Soprattutto se sei agli inizi e stai cercando di aumentare un po’ di follower in modo rapido. 

Per ottenere follower in organico invece, serve che i post della tua azienda (ma anche quelli del tuo profilo personale), generino interesse e partecipazione, abbiano insomma la cosiddetta reach. 

Come aumentare la reach e le impression

Il primo passo è quello di postare contenuti con una certa costanza, e che siano rilevanti per il tuo pubblico di riferimento. 

L’altro ha che fare con la tua partecipazione attiva alla vita del social. Ogni social network vive dell’attività degli utenti. Questo significa postare e commentare. 

L’importanza dei commenti su LinkedIn non può essere sottovalutata. La prova è che l’azienda ha da mesi implementato una vanity metric piuttosto significativa: le impressioni per commento. 

Questa è un’indicazione nemmeno tanto velata che i commenti sotto i post degli altri contano. Tanto più che i commenti sono anche il modo in cui chi non è della tua rete ti può scoprire, e magari cominciare a seguire. 

Importante è che il commento sia ragionato, intenzionale e apporti valore al post. Commenti di una riga, una parola, o peggio con formule standard generate da AI non servono a nessuno, men che meno a te. 

LinkedIn è il social business per eccellenza. La presenza di una pagina aziendale ha assolutamente senso, ma a certe condizioni. Il profilo deve essere ottimizzato, con informazioni chiare ed adeguate alla realtà aziendale e al cliente target.

Il piano editoriale e i post devono essere ispirati ad una strategia che sia coerente con l’identità dell’azienda, un lavoro fondamentale che va fatto a monte di tutta la comunicazione.

I contenuti devono rispettare certi criteri, un po’ più rigidi di quelli per il profilo personale, ed è assolutamente consigliabile evitare certi temi e certe pratiche. 
L’investimento in termini di tempo e risorse può essere importante, ma se gestito in modo adeguato, può portare a risultati importanti in termini di personal branding e network.

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Gestire i social media con piano editoriale annuale.