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16/11/17

Humanification

Wobi Milano 2017, anticipazioni dal futuro

Il futuro sarà degli uomini... e delle macchine. Dati di fatto e possibili scenari presentati all’evento milanese Humanification, targato World Of Business Ideas.

In un’era in cui la tecnologia e la macchina sono sempre più protagoniste, qual è il destino riservato a noi esseri umani?

A questa ed altre domande hanno cercato di dare risposte gli ospiti del WOBI, forum itinerante internazionale del World Of Business Ideas, a Milano il 7 e 8 novembre scorsi. Tra i partecipanti di Humanification, questo il nome dell’evento 2017, c’erano anche i titolari di MP Quadro, Massimiliano Morandini e Marco Piccoli.

Sul palco le visioni ottimistiche si sono alternate ad ipotesi terribili di nuove affascinanti occupazioni – dove gli uomini sono ridotti a lavoratori obsoleti – ma anche di opportunità mai immaginate e di “istupidimento” generalizzato. Vediamo insieme gli spunti di riflessione più interessanti.

Tecnologia per tutti

Nicholas Negroponte, cofondatore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) Media Lab e dell’organizzazione no-profit One Laptop per Child, è stato il primo a salire sul palco. La sua idea è chiara: la tecnologia deve essere a disposizione di tutti. La tecnologia diffusa può essere uno strumento pacifico di unione in un mondo che vede sempre più assottigliarsi il potere dei governi e l’interesse verso i canali tradizionali di informazione.

Nicholas Negroponte

Fiducia come motore dell’economia

Tecnologia quindi come strumento a tutela della libertà ma anche della reputazione, che nell’era delle fake news possa certificare positivamente chi produce e pubblica notizie. La fiducia deve essere il motore che alimenta l’economia digitale – questa è la convinzione di un’altra relatrice, Rachel Botsman, che ritiene sia proprio questa una delle principali sfide future nel mondo del business e non solo.

Rachel Botsman

Do It Yourself (e innova)

Lavorare per un’innovazione continua è l’obiettivo da perseguire secondo Chris Anderson, l’ex caporedattore di Wired che ha strutturato il suo intervento attorno ad alcuni casi di DIY (Do It Yourself). Il mercato dei droni, ad esempio, è stato il protagonista di un’incredibile crescita: da tecnologia aerospaziale, i droni hanno iniziato ad essere sviluppati con budget molto più bassi, anche da ragazzi comuni nel garage di casa. Così questa tecnologia è diventata accessibile.

Parlare senza digitare

Uno degli speech più attesi è stato quello di Randi Zuckerberg, sorella del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. L’ex direttrice marketing del social network ha spontaneamente rinunciato al suo ruolo per contestare gli effetti sociali di Facebook; la sua scelta è un’esortazione a non perdere il contatto fisico con le persone. Non a caso le migliori funzionalità della piattaforma sono nate negli Hackathon, forum incubatori di progetti dove i dipendenti condividono genialità ed idiozie scollegate dal loro compito quotidiano.

Buoni clienti = influencer

Un errore diffuso è concentrarsi sul prodotto, non sul pubblico; focalizzarsi su ciò che si sa realizzare e non su quello che le persone effettivamente vogliono. Il miglior commerciale per i nostri prodotti è l’utilizzatore soddisfatto: sarà lui a spingere il nostro prodotto come influencer – parola di Jonah Berger, professore dell’Università di Wharton in Pennsylvania, che da anni studia l’influenza che subiamo non solo dai media ma da tutte le persone che abbiamo attorno. Inoltre Berger ha spiegato che il mercato tende a spaventarsi delle nuove tecnologie, perciò quelle con connotati familiari e riconoscibili hanno più probabilità di riscuotere successo.

Jonah Berger

Pochi focus, ma buoni

Pochi obiettivi, raggiungibili nel miglior modo possibile. Così Chris McChesney ha introdotto un principio della cultura dell’Execution (suo è il libro Le 4 discipline dell’Execution), che consiste nel limitare al minimo i focus responsabilizzando il team di lavoro a riconoscere le priorità in autonomia. In azienda nessuno deve mai rispondere “l’ho fatto perché me l’ha detto il capo”! Ogni lavoro deve essere percepito come una sfida, una partita da giocare (e vincere) con tutte le proprie forze.

Realtà aumentata e robot

Michael Porter, esperto di marketing a livello mondiale, ha parlato di AR (Augmented Reality). Tra gli speaker non è stato l’unico ad affermare che la realtà aumentata farà sempre più parte delle nostre vite e rivoluzionerà il mondo dei social. I wearable device, come ad esempio i Google Glass, metteranno in collegamento l’uomo con la tecnologia attraverso la realtà aumentata.

Michael Porter

Si diffonderà dunque un nuovo stile di vita, ma non sempre i risultati saranno positivi: si prevede che i dati personali registrati saranno infiniti, e gestibili solo dalle macchine. Secondo Jon Iwata, vice presidente di IBM, l’intelligenza artificiale non avrà mai coscienza e non si svincolerà mai dall’uomo.

Come possiamo evitare di perdere il controllo? A questo punto viene naturale citare Isaac Asimov che nelle sue tre leggi della robotica enunciava, in ordine:

1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge

La velocità esponenziale di sviluppo della tecnologia sta portando automazione in tutti i settori, grazie soprattutto all’internet delle cose (IoT). I macchinari di un’enorme azienda agricola possono essere governati da un ufficio di pochi metri quadrati, le stampanti 3D sono al lavoro per produrre organi umani efficaci tanto quanto gli originali, l’aspettativa di vita cresce e con sé la consapevolezza di disporre di risorse alimentari e idriche limitate. Un mondo in cui le macchine lavorano e guadagnano per l’uomo – che sta solo a guardare – è davvero possibile?

Novità, discussioni e provocazioni. Vivere in prima persona eventi come il WOBI aiuta a mantenere la mente elastica, a guardare (anche solo per un attimo) oltre il proprio orticello. A prendere atto di tutto quello che sta accadendo nel mondo, a mettere in pratica preziosi insegnamenti per migliorare su tutti i livelli, da quello personale a quello aziendale.

Se l’articolo ti ha colpito e vuoi approfondire, ecco i libri che dovresti leggere:

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