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12/04/18

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Come fare un’analisi SEO del tuo sito web in modo efficace e veloce

Una guida che ti insegna ad analizzare e ottimizzare il tuo sito internet in ottica SEO, per migliorare il tuo posizionamento su Google e vincere la concorrenza.

Indice dei contenuti [nascondi/mostra]

Nell’articolo di oggi ti insegniamo come fare un’analisi SEO del tuo sito internet. L’analisi SEO (Search Engine Optimization) è fondamentale per capire com’è posizionato il tuo sito web su Google per le parole chiave che reputi importanti, dove si trova rispetto alla concorrenza e quali strategie devi attuare per superare i tuoi competitor organici, cioè quelli che compaiono nei risultati di Google quanti effettui una ricerca.

L’analisi SEO prende in considerazione solamente i risultati di ricerca organica di Google e non quelli a pagamento di Google AdWords, quelli cioè con l’etichetta “Ann.”, perché non avrebbe senso fare un’analisi SEO su annunci che compaiono in prima posizione in base ad un’offerta.

Solitamente, per fare un’analisi SEO possono servire anche ore, considerando tutti gli elementi e i fattori elencati in questo articolo. Noi vogliamo aiutarti e darti una lista che ti permetta di eseguire questa attività in modo veloce ma comunque efficace e approfondito.

Partiamo?

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Tutto inizia con le parole chiave

Non si può fare un’analisi SEO efficace senza prendere in considerazione le parole chiave.

Innanzitutto devi scrivere una lista di parole chiave legate alla tua attività e per le quali vuoi posizionare il tuo sito, cioè portare il tuo sito nelle prime posizioni sui motori di ricerca. Successivamente dovrai inserirle all’interno del tuo sito, in tutti quei punti che vengono esaminati da Google per determinare il contenuto e, quindi, il valore della pagina. Vedremo come tra pochissimo.

L’analisi dei siti web concorrenti

Una volta che la tua lista di parole chiave è pronta, cerca su Google tutti i concorrenti che si posizionano sopra al tuo sito internet per quelle parole chiave e rifletti sulle strategie che puoi attuare per scavalcarli.

L’analisi dei competitor prende in considerazione determinati elementi all’interno del sito e all’esterno del sito: devi capire come sono costruite le pagine del sito concorrente e valutare cos’hanno di diverso da quelle del tuo sito, poi scoprire se ci sono elementi in comune tra i siti che si posizionano meglio e come utilizzarli per ottimizzare anche le tue pagine.

Lo studio dei siti web concorrenti passa anche per l’analisi dei backlink, cioè i link che fanno riferimento a quel sito internet e che provengono da siti esterni. I backlink indicano a Google quanto un sito è importante e hanno la stessa funzione delle citazioni di un libro: un libro che viene citato spesso nella bibliografia, è di conseguenza un libro autorevole nel suo settore.

È fondamentale quindi capire quanti backlink riceve il tuo sito, da che domini e il loro grado di autorevolezza. È chiaro che ogni backlink è diverso dall’altro e alcuni hanno più valore degli altri per Google. Un link proveniente da una testata giornalistica come La Repubblica ha più valore di un link proveniente da un giornale locale.

E ora, entriamo nel vivo dell’analisi SEO!

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Come si struttura un'analisi SEO?

Ti consigliamo di dividere l’analisi SEO di un sito in due parti. Nella prima parte ti occuperai di tutti gli elementi tecnici, strutturali e contenutistici del sito. Nella seconda parte approfondirai invece tutti i fattori esterni (ad esempio backlink e menzioni da siti esterni, condivisioni sui social network) che possono influenzare in qualche modo il posizionamento del sito su Google.

Fattori SEO on-page

L’analisi della SEO on-page prende in considerazione gli elementi interni del sito: i meta tag, i tag heading, la struttura del testo, i link interni, le immagini e tutti gli elementi che hanno un certo valore agli occhi di Google e dei motori di ricerca. Questi elementi, che tra poco capirai cosa sono, sono quelli che dovranno contenere le parole chiave per cui vuoi ottimizzare il sito.

Fattori SEO off-page

L’analisi della SEO off-page analizza tutti gli elementi esterni al sito, come i link provenienti da altri siti internet, le menzioni e le citazioni sui forum, le condivisioni sui social network e tutti quegli elementi sui cui non hai diretto controllo.

L’analisi SEO on-page

Vediamo nel dettaglio quali sono gli elementi interni del sito che vanno ottimizzati.

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Scansionabilità del sito

La prima cosa da fare quando analizzi un sito internet è valutare la sua scansionabilità, cioè valutare che le pagine del sito non presentino ostacoli di lettura per i crawler bot dei motori di ricerca. I crawler bot, o semplicemente crawler, sono dei programmi utilizzati dai motori di ricerca per raccogliere le informazioni sui siti internet.

Per controllare che tutto sia a posto e che i crawler abbiano campo libero, basta controllare il file robots.txt del sito che si trova a questo URL: www.tuositoweb.it/robots.txt. Questo file indica ai motori di ricerca quali URL del sito possono leggere e quali devono evitare. Può capitare infatti di voler proibire la lettura di certe pagine del sito, come le pagine di login oppure quelle contenenti informazioni riservate. Per approfondire l’argomento ti consigliamo di leggere questo articolo di SEMRush sulle funzionalità del robots.txt.

Più di una volta abbiamo visto siti internet non indicizzarsi (quindi non venir aggiunti al database dai motori di ricerca) semplicemente perché il file robots.txt non era ben configurato.

Allo stesso modo, anche gli strumenti per i webmaster di Google ti aiutano moltissimo in questa attività: alla voce “Errori di scansione” del report di Search Console, la piattaforma gratuita di Google che segnala tutti gli errori sul tuo sito, troverai tutte le pagine che presentano problemi di scansione e che quindi non sono state indicizzate.

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Struttura e alberatura del sito

Idealmente, la struttura del tuo sito internet dovrebbe essere come quella dell’immagine qui sotto.

alberatura-struttura-sito-internet

L’homepage dovrebbe occupare il punto più alto della gerarchia, essere seguita dalle categorie principali del sito, quelle che contengono i servizi proposti dalla tua attività e scendendo tutti gli articoli correlati alla categoria di riferimento, quindi tutte le pagine che supportano la categoria e ne favoriscono il posizionamento.

Sappiamo che in realtà, nella maggior parte dei casi, la situazione è molto diversa dalla teoria: troviamo articoli allo stesso livello delle categorie principali, pagine orfane senza alcun collegamento con le altre e così via.

Per analizzare e sistemare la struttura del sito ti consigliamo di utilizzare Screaming Frog, un tool a pagamento, ma gratuito fino a 500 pagine analizzate, che scansiona il sito come farebbe il bot di Google, mostrando la distanza di ogni pagina rispetto alla homepage, le pagine non trovate o che presentano errori di scansione (404) e il numero di link interni per ogni pagina.

Utilizzo corretto dei meta tag

I meta tag sono gli elementi SEO più importanti del sito, quelli che devono contenere le tue parole chiave. Sono:

  • il tag Title, cioè il titolo della pagina visualizzato nella pagina dei risultati di Google. Ha un limite di 65-70 caratteri, spazi inclusi
  • l’URL, l’indirizzo che si trova nella barra degli indirizzi e che fa riferimento all’articolo sul tuo sito
  • la meta Description, una breve descrizione del contenuto della pagina, per la quale ti consigliamo di restare sotto i 300 caratteri, spazi inclusi
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Se utilizzi WordPress, ti consigliamo di utilizzare il plugin gratuito Yoast per ottimizzare i meta tag dei tuoi articoli e del tuo sito.

yoast-seo

Uso dei tag heading

I tag heading sono i titoli dei paragrafi. Nel codice HTML sono presenti 6 tag heading, ordinati per grandezza e vanno dall’H1, utilizzato per i titoli principali, all’H6, quello meno significativo tra tutti.

I tag heading servono per organizzare i paragrafi all’interno della pagina ma rivestono anche un certo valore per Google, che li utilizza per valutare il contenuto e capire quali sono le parole più importanti della pagina. I tag più importanti sono l’H1, che deve essero unico per ogni pagina, l’H2, l’H2 e l’H4. Gli ultimi due tag, l’H5 e l’H6, non vengono quasi mai utilizzati.

Ti consigliamo quindi di strutturare i tuoi testi utilizzando gli appositi tag heading ottimizzati con le parole chiave. È buona pratica, infatti, inserire nell’H1 la parola chiave principale dell’articolo e nei tag H2 e H3 le parole chiave correlate per approfondire il contenuto.

Struttura degli URL

È molto importante che gli URL dei tuoi articoli siano SEO-friendly, cioè siano scritti in modo comprensibile e contengano la parola chiave dell’articolo a cui fanno riferimento. Non devono essere troppo lunghi né contenere caratteri strani.

Ottimizzazione del contenuto

I testi delle tue pagine devono essere ottimizzati seguendo alcune regole se vuoi che si posizionino sui motori di ricerca.

Molti esperti SEO suggeriscono di inserire la parola chiave nel primo e nell’ultimo paragrafo, dal momento che le persone tendono a ricordare meglio l’introduzione e la conclusione di un articolo o più in generale di un testo.

Anche la densità delle parole chiave è importante, sebbene sia meno decisiva rispetto agli inizi e Google riesca a capire ormai perfettamente il contenuto anche senza monitorare tutte le keyword.

Cosa devi fare, dunque? Ti suggeriamo di inserire la parola chiave una volta ogni 200 parole e cercare di usare sinonimi, termini correlati e collegati alla parola principale, sia per non essere ripetitivo ma anche per non subire una penalizzazione da parte di Google.

Per scoprire qual è la densità delle parole chiave all’interno della pagina puoi usare un’estensione gratuita per Chrome: SEOquake.

seoquake

Attenzione! Non copiare mai il contenuto già pubblicato su altri siti: si tratta di una pratica scorretta e negli ultimi anni Google è diventato sempre più bravo a scoprirlo. Puoi utilizzare Copyscape per controllare che il testo del tuo sito sia originale e non copiato da altri siti.

copyscape

Ottimizzazione delle immagini

Ti consigliamo di non caricare sul sito immagini di dimensioni troppo grandi o troppo pesanti, per evitare di sovraccaricare la tua pagina e rallentarne il caricamento.

Noi utilizziamo TinyJPG per ottimizzare le immagini: è un ottimo strumento gratuito che ti permette di comprimere le immagini senza perdere qualità. Esistono anche plugin gratuiti per WordPress che ti possono aiutare in questo lavoro: EWWW Image Optimizer e WP Smush.

Ottimizza le tue immagini inserendo le parole chiave nel titolo principale (title) e nel titolo alternativo (alt title). Non dimenticare che il motore di ricerca delle immagini di Google può rivelarsi un potente veicolo di traffico se riesci a posizionare bene le tue immagini.

tinyjpg

Ottimizzazione dei link interni

I link interni aiutano gli utenti a navigare sul sito e a creare una struttura interconnessa tra tutti i contenuti del sito. Servono anche a Google per capire quali sono le pagine che hanno più rilevanza all’interno del sito.

È importante quindi che i link interni siano ottimizzati e che presentino un Anchor Text e un title coerenti con la pagina di destinazione. L’Anchor Text è il testo cliccabile di un link mentre il title è il fumetto che appare sopra il link al passaggio del mouse.

Attenzione a non inserire link interni a scopo manipolativo, specie nel footer, cioè nella parte inferiore del sito, perché potresti incorrere in penalizzazioni da parte di Google. L’inserimento dei link dev’essere naturale e nei posti giusti, quelli dove pensi che l’utente potrebbe aver bisogno di maggiori informazioni per approfondire l’argomento.

Versione responsive

Non sottovalutare l’importanza di avere un sito responsive, cioè che si adatta graficamente a tutti i dispositivi su cui viene visualizzato, soprattutto in questo momento storico nel quale le ricerche da mobile hanno superato quelle da desktop e Google ha lanciato il suo “Mobile First Index”.

Google ha anche confermato che avere una versione mobile ottimizzata del sito è un fattore di posizionamento sui risultati di ricerca, quindi non dobbiamo approfondire ulteriormente questo punto, giusto?

Per vedere se la versione mobile del tuo sito segue le linee guida di Google, usa Google Mobile-Friendly Test.

google-mobile-friendly-test

Utilizzo del protocollo HTTPS

L’uso del protocollo HTTPS, il protocollo che garantisce una comunicazione sicura tra utente e sito internet, è sempre più incoraggiato da Google, al punto che, dopo aver confermato che si trattava di un fattore di posizionamento nel 2014, ha anche ammesso che inizierà a classificare i siti che utilizzano il vecchio protocollo HTTP come “non sicuri”.

Il nostro consiglio è quindi di implementarlo sul tuo sito, soprattutto se hai un e-commerce o un portale che prevede l’iscrizione degli utenti e l’inserimento di dati sensibili.

Prestazioni e velocità

L’ultimo punto della tua analisi dei fattori on-site comprenderà lo studio delle prestazioni e della velocità del sito.

Google ha affermato che la velocità di un sito è un fattore di ranking – posizionamento – e si prepara ad introdurre lo Speed Update a luglio 2018, in cui verrà data ancora più importanza alle prestazioni in termini di velocità dei siti web.

Per capire se il tuo sito necessita di essere ottimizzato, ti consigliamo di usare due strumenti molto utili: Google PageSpeed Insight e GTMetrix. Sono due tool gratuiti che ti indicano il tempo di risposta del server su cui è ospitato il tuo sito, il tempo di caricamento della pagina e di download dei contenuti e tutti le criticità sulle quali è necessario intervenire.

gtmetrix

Ora che hai visto quali sono gli elementi on-page ai quali devi prestare attenzione, è arrivato il momento di passare a quelli off-page.

Analisi dei fattori SEO off-page

Backlink

I backlink sono il riferimento utilizzato da Google per capire l’importanza di un contenuto rispetto agli altri contenuti web che trattano lo stesso argomento. A parità di contenuto, un articolo linkato da una decina di siti internet ha maggior valore rispetto a uno senza alcun link.

Per analizzare e controllare i backlink di un sito, ti suggeriamo di utilizzare SEMrush. Si tratta di uno strumento a pagamento che, analizzando un sito internet, crea un report di tutti i backlink che rimandano a quel sito, i domini di provenienza, l’autorevolezza di ogni dominio e il settore a cui fanno riferimento.

In questo modo possiamo capire se è possibile ottenere backlink interessanti e collegati all’attività del sito internet, per migliorare il posizionamento del sito.

semrush

Citazioni e menzioni del brand

Anche le citazioni e le menzioni del tuo brand sui vari siti, e che non presentano un link che riconduce al tuo sito web, hanno molta importanza per Google.

Per monitorarle puoi usare Majestic, un tool a pagamento simile a SEMRush, ma focalizzato sull’analisi e acquisizione di backlink e citazioni.

majestic

Condivisione dei contenuti sui social network

Infine, anche se non è stato confermato da Google, è plausibile pensare che i social network abbiano qualche importanza sul posizionamento del sito, almeno a livello indiretto come mezzo di acquisizione degli utenti.

È buona norma quindi monitorare i profili social e i post sui principali social che citano il tuo brand e i prodotti del brand. Puoi utilizzare BuzzSumo, uno strumento a pagamento che ti consente di analizzare la tua visibilità sui social network.

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