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01/06/17

vendere la pubblicità al cinema_cover_3

Vendere pubblicità al cinema è una barzelletta

Richieste assurde, idee originali, situazioni imbarazzanti: un commerciale come Matteo, sempre a caccia di nuovi clienti, deve essere pronto a tutto.

Molte aziende, ma anche università e musei, scelgono il grande schermo per promuovere i propri prodotti e servizi. Perché? Per raggiungere persone di tutte le età e colpirle con un’emozione mentre vivono altre emozioni, quelle del film.

Tra i “big” ci sono United Colors of Benetton, che ha deciso di puntare sui video e ad ottobre 2016 è sbarcato per la prima volta nella sua storia al cinema e TIM, che proprio in sala ha debuttato con la campagna di ballerini ispirati da Just Some Motion. Anche l’Ateneo telematico Pegaso sfrutterà l’uscita di Spider-Man: Homecoming per comunicare ai giovani studenti e ad inizio 2017 il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) ha lanciato una serie di video animati di grande qualità per incuriosire nuovi visitatori.

Il bello del cinema è che è alla portata di tutti. Potenzialmente tutte le imprese, anche le più piccole presenti sul territorio, possono affacciarsi sul grande schermo e dire qualcosa, lanciare anche un solo semplicissimo messaggio. A numerose aziende è capitato (o capiterà) di avere a che fare con me per pianificare la propria pubblicità al cinema.

Vi racconto quello che è capitato: storie vere, non barzellette.

Donne con le palle

Tra moglie e marito non mettere il dito – soprattutto quando hanno idee opposte sulla pubblicità al cinema. Lui, il titolare dell’azienda, mi chiede di incontrarci dove sa che lei, la moglie, non potrebbe raggiungerci. L’appuntamento sta per terminare con nulla di fatto, ma… ecco che all’improvviso, scoperto l’inganno, arriva lei. Cinque minuti dopo ho il contratto firmato.

“Mi fate l’abbonamento?”

Quasi mi preoccupo se il cliente che ho appena conquistato non mi fa questa domanda. È scontata tanto quanto “non esistono più le mezze stagioni” e “a Natale siamo tutti più buoni”. L’imprenditore che in cambio dell’accordo vorrebbe tot ingressi omaggio per andare al cinema: una certezza nel mio lavoro.

Immagini spaventose

Servono belle foto, che rappresentino l’azienda, per poter realizzare gli spot pubblicitari che vengono proiettati sul grande schermo. È una richiesta legittima, che può tuttavia scatenare paura e terrore incontrollabili nel cliente. “Va bene tutto, l’importante è che nelle foto non ci sia io”, dice spaventato; quale soggetto avrà, secondo voi, la prima foto che invierà?

Udite, udite

Una parentesi: le voci campionate disorientano (e intasano di domande la casella di posta, perché “non sono ammissibili timbri così metallici”). Molti clienti, poi, hanno una canzone del cuore. E ci sta. Ma volere a tutti i costi una canzone famosissima protetta da copyright per il proprio spot, senza nemmeno immaginare la cifra spropositata da pagare per i diritti d’autore? Al cuore non si comanda, al portafoglio sì.

Matrimoni e tradimenti

Chiudiamo in bellezza con due chicche memorabili. C’è chi, facendo pubblicità al cinema, ha ben pensato di prendere due piccioni con una fava: promuovere un servizio e fare una vera proposta di matrimonio (avrà funzionato?). E anche chi, per farsi perdonare dopo un tradimento, ha pagato per inserire messaggi di scuse sui flyer, vicino agli orari degli spettacoli.

Ah, che resti tutto tra noi. Non raccontatele a nessuno! Anzi, già che ci siete, date uno sguardo ai nostri servizi di pubblicità al cinema!

 

Matteo Portieri
Commerciale

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